Panoramica
Il regolamento (UE) 2024/573 mira a ridurre le emissioni di gas fluorurati a effetto serra attraverso il contenimento, il recupero, le restrizioni e il sistema di quote degli HFC. Il regolamento di esecuzione (UE) 2024/2215 stabilisce i requisiti di certificazione. I tecnici devono comprendere sia i danni allo strato di ozono sia gli impatti sul clima.
Riduzione dell’ozono e riscaldamento globale
- Il potenziale di riduzione dell’ozono (ODP) confronta i danni allo strato di ozono con quelli dell’R-11, il cui ODP è pari a 1. L’ozono stratosferico protegge dalle radiazioni ultraviolette.
- I CFC e gli HCFC contengono cloro. Le radiazioni ultraviolette liberano atomi di cloro, che distruggono per azione catalitica migliaia di molecole di ozono. L’R-12 è un CFC; l’R-22 è un HCFC con ODP pari a 0,055.
- Buco dell’ozono: è definito da valori inferiori a 220 unità Dobson.
- Il potenziale di riscaldamento globale (GWP) confronta il riscaldamento prodotto da masse uguali di gas nell’arco di 100 anni. La CO₂, designata R-744, ha un GWP pari a 1.
- Gli HFC hanno ODP nullo, ma possono avere un GWP elevato: R-134a 1430, R-32 675, R-410A 2088 e R-404A 3922.
- Alternative: gli HFO e i refrigeranti naturali hanno ODP nullo. L’ammoniaca, R-717, ha GWP nullo, ma è tossica. Il propano, R-290, ha un GWP basso, ma è infiammabile.
Calcolo della CO₂ equivalente
CO₂ equivalente (tonnellate) = massa del refrigerante (kg) × GWP ÷ 1000.
Ad esempio:
- 10 kg di R-410A: 10 × 2088 ÷ 1000 = 20,88 t CO₂e.
- 8 kg di R-407C: 8 × 1774 ÷ 1000 = 14,192 t CO₂e.
Utilizzare la carica per valutare gli obblighi relativi all’apparecchiatura oppure la massa effettivamente rilasciata per calcolare le emissioni.
Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati — Disposizioni principali
- Quote degli HFC: le quantità immesse sul mercato dell’UE sono controllate in tonnellate di CO₂ equivalente. I refrigeranti con GWP più elevato consumano una quota maggiore per chilogrammo. La quota si azzera a partire dal 2050.
- Divieti sulle apparecchiature: l’immissione sul mercato di frigoriferi e congelatori domestici contenenti HFC con GWP ≥150 è vietata dal 1º gennaio 2015. Dal 1º gennaio 2026, la restrizione riguarda tutti i gas fluorurati, fatta salva la deroga per motivi di sicurezza nel sito di installazione.
- Condizionamento d’aria monosplit: dal 1º gennaio 2025, il divieto di immissione sul mercato riguarda i sistemi contenenti meno di 3 kg di gas fluorurati con GWP ≥750. Un sistema con 2,5 kg di R-410A rientra in questi criteri.
Per le apparecchiature fisse di refrigerazione e condizionamento d’aria e le pompe di calore, gli intervalli di base dei controlli delle perdite sono:
| Carica di HFC | Carica di gas dell’allegato II, sezione 1, inclusi gli HFO | Intervallo senza sistema di rilevamento |
|---|---|---|
| Da 5 a <50 t CO₂e | Da 1 a <10 kg | 12 mesi |
| Da 50 a <500 t CO₂e | Da 10 a <100 kg | 6 mesi |
| ≥500 t CO₂e | ≥100 kg | 3 mesi |
Un sistema di rilevamento delle perdite funzionante raddoppia questi intervalli ed è obbligatorio nella fascia più alta. A 120 t CO₂e, i controlli sono semestrali in assenza di un sistema di rilevamento; tale sistema è facoltativo.
Le apparecchiature ermeticamente sigillate ed etichettate sono esenti al di sotto di 10 t CO₂e per gli HFC o di 2 kg per i gas dell’allegato II, sezione 1.
Il registro dell’apparecchiatura, per le apparecchiature soggette a controlli, deve documentare le cariche, le aggiunte, il recupero, l’assistenza e i risultati dei controlli. Conservarlo per almeno cinque anni.
Protocollo di Montreal ed emendamento di Kigali
- Protocollo di Montreal (1987): disciplina le sostanze che riducono lo strato di ozono. Il calendario di riduzione degli HCFC previsto per i paesi sviluppati imponeva una riduzione del 90% del consumo di riferimento entro il 2015.
- Protocollo di Kyoto (1997): riguarda i gas a effetto serra. I sei gruppi originari comprendevano CO₂, metano, protossido di azoto, HFC, PFC ed esafluoruro di zolfo.
- Emendamento di Kigali (2016): ha introdotto riduzioni degli HFC per fasi nell’ambito del protocollo di Montreal. È entrato in vigore il 1º gennaio 2019; i calendari differiscono tra i gruppi di paesi.
Impatto ambientale delle emissioni
Le emissioni dirette derivano dalle perdite di refrigerante. Le emissioni indirette derivano dal consumo energetico. Scambiatori di calore sporchi, impostazioni errate e un dimensionamento inadeguato aumentano la domanda di elettricità e le emissioni associate alla sua produzione. Un GWP basso non elimina la necessità di un funzionamento efficiente.
Gestione responsabile
La certificazione è obbligatoria per l’installazione, l’assistenza, la riparazione, lo smantellamento, il recupero e i controlli delle perdite previsti dalla normativa, salvo limitate eccezioni. Il certificato A1 copre i gas fluorurati e gli idrocarburi senza limiti di quantità di carica. Gli acquirenti di refrigeranti devono possedere una certificazione adeguata o impiegare personale certificato. La vendita di apparecchiature caricate e non ermeticamente sigillate richiede la prova che l’installazione sia effettuata da un’impresa certificata.
Il rilascio in atmosfera che non sia tecnicamente necessario è vietato. Recuperare il refrigerante per il riciclo, la rigenerazione o la distruzione. Riparare le perdite senza indebito ritardo. Per le apparecchiature fisse soggette a controlli, verificare le riparazioni dopo almeno 24 ore di funzionamento ed entro un mese.
Consiglio per l’esame: distinguere l’ODP dal GWP. Dividere per 1000 per ottenere le tonnellate di CO₂e e applicare con precisione le soglie per i controlli delle perdite.