Argomento 6

Gestione dei refrigeranti e recupero

Recupero e carica del refrigerante, gestione delle bombole, pesatura, gestione dell’olio e registrazione del refrigerante aggiunto o rimosso.

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Principali aree trattate

  • Procedure di recupero
  • Metodi di carica
  • Gestione delle bombole e limiti di riempimento
  • Pesatura e misurazione
  • Tenuta del registro

Panoramica

Il regolamento (UE) 2024/573 disciplina il recupero dei gas fluorurati e la tenuta dei registri. Il regolamento di esecuzione (UE) 2024/2215 istituisce il certificato A1 per i gas fluorurati e gli idrocarburi, senza limiti di quantità di carica. Prevenire le emissioni durante tutte le operazioni di gestione; non rilasciare refrigerante in atmosfera durante l’assistenza.

Recupero

  • Recupero: consiste nel raccogliere il refrigerante in un contenitore esterno. Recuperare il refrigerante dal circuito interessato prima di aprirlo e prima dello smaltimento.
  • Attrezzatura: scegliere un’unità in base alla pressione e all’infiammabilità del refrigerante, alla quantità, alla velocità di recupero, all’alimentazione elettrica e al supporto per l’assistenza. Verificare prima la presenza di contaminanti per proteggere l’unità. Collegarla tramite le valvole di servizio o un’attrezzatura idonea per la perforazione delle tubazioni.
  • Recupero in fase liquida: è più rapido perché il liquido è molto più denso del vapore; un rapporto di circa 40:1 illustra la differenza, che varia in base alle condizioni. Il metodo push-pull utilizza il vapore immesso nell’impianto per spingere il liquido nella bombola.
  • Completamento: l’estrazione del liquido mediante il compressore dell’impianto lascia del vapore nel circuito. Completare il recupero con un’unità di recupero. Il valore richiesto all’esame è una pressione stabile di 0,3 bar assoluti, generalmente verificata per 5–10 minuti; questo valore è diverso dal vuoto necessario per la disidratazione. Seguire le istruzioni di recupero specifiche dell’apparecchiatura.
  • Scollegamento: recuperare il refrigerante rimasto nei tubi flessibili e utilizzare raccordi a basse perdite.

Riciclo e rigenerazione

  • Riciclo: indica il riutilizzo dopo una pulizia di base, comprendente filtrazione ed essiccazione. Può essere eseguito sul posto.
  • Rigenerazione: ripristina prestazioni equivalenti a quelle del refrigerante vergine mediante ritrattamento presso un impianto autorizzato.
  • Riutilizzo: l’art. 8, par. 6, richiede che i gas recuperati elencati nell’allegato I e nell’allegato II, sezione 1, siano riciclati o rigenerati prima di essere utilizzati per ricaricare le apparecchiature.
  • Distruzione: è la modalità di smaltimento prevista per il refrigerante non idoneo al riciclo o alla rigenerazione.

Sicurezza delle bombole

  • Ispezione: controllare la data di collaudo, la presenza di danni e corrosione, lo stato della valvola, l’idoneità al refrigerante, la conoscenza del contenuto e la leggibilità delle marcature. Il grigio con ogiva o fascia gialla è la convenzione per le bombole di recupero oggetto d’esame; confermare l’identificazione tramite le etichette.
  • Riempimento: lasciare spazio per l’espansione; la regola d’esame prevede un riempimento con liquido non superiore all’80 % della capacità. Rispettare la massa consentita per la bombola in funzione del refrigerante. I fornitori possono ridurre la capacità di recupero di circa il 25 % rispetto al riempimento con refrigerante vergine: 20 kg diventano 15 kg.
  • Stoccaggio: fissare le bombole in posizione verticale in un luogo fresco, asciutto e ventilato, al riparo dalla luce solare e dal calore.
  • Contenitori: utilizzare bombole ricaricabili. L’art. 11, par. 3, vieta i contenitori non ricaricabili per gas fluorurati destinati all’assistenza; non tentare mai di ricaricarli, perché potrebbero rompersi.
  • Travaso: consiste nel trasferire il refrigerante tra impianto e bombola o tra bombole. Monitorare continuamente il peso.

Prevenzione della contaminazione

  • Separazione: non mescolare mai refrigeranti diversi. Etichettare le bombole indicando il refrigerante, la data di recupero e lo stato di contaminazione. Utilizzare attrezzature dedicate o adeguatamente pulite.
  • Bruciatura del motore: recuperare separatamente il refrigerante contaminato per destinarlo a un trattamento specialistico o allo smaltimento. Scaricare l’olio contaminato; gli acidi possono danneggiare il compressore sostitutivo. Sostituire l’olio e pulire il circuito seguendo le istruzioni del fabbricante.

Metodi di carica

  • Carica in fase liquida: normalmente introdurre la maggior parte del liquido nella linea del liquido ad alta pressione o nel ricevitore di liquido, con l’impianto fermo.
  • Carica in fase vapore: completare la carica dal lato aspirazione con l’impianto in funzione, impedendo che il liquido incomprimibile danneggi il compressore.
  • Miscele zeotropiche: prelevare il refrigerante in fase liquida per preservarne la composizione. Per la carica dal lato aspirazione, utilizzare un dispositivo di dosaggio affinché il refrigerante evapori prima di raggiungere il compressore.
  • Verifica: valutare congiuntamente surriscaldamento, sottoraffreddamento, pressioni e spia del liquido. La presenza di bolle può indicare un filtro essiccatore ostruito o un condensatore inadeguato. Una carica insufficiente riduce la potenza frigorifera e l’efficienza; una carica eccessiva aumenta il rischio di perdite e può far salire la pressione di scarico.

Pesatura e misurazione

  • Carica: fare riferimento alla targhetta, alla documentazione del fabbricante o al progetto approvato. Le bilance elettroniche tarate devono avere una tolleranza adeguata, soprattutto per gli impianti piccoli. Gli impianti più grandi possono tollerare variazioni maggiori; la pesatura resta il metodo preferito.
  • Calcoli: contenuto netto = peso lordo − tara: 19,5 kg − 12 kg = 7,5 kg. Peso lordo massimo = tara + riempimento consentito. La variazione di massa della bombola misura la quantità trasferita.

Consiglio per l’esame: Effettuare la carica in base alla massa specificata, non basandosi soltanto sulla pressione, sul limite di formazione della brina o sulla spia del liquido.

Tenuta del registro

Gli obblighi di registrazione dell’art. 7 si applicano alle apparecchiature soggette ai controlli delle perdite. Conservare i registri per almeno cinque anni. Le apparecchiature a R-134a ermeticamente sigillate ed etichettate con meno di 10 tonnellate di CO₂ equivalente sono esenti; un’apparecchiatura da 6 tonnellate, ad esempio, non richiede quindi un registro ai sensi dell’art. 7.

  • Dati da registrare: identificazione dell’apparecchiatura; tipo di refrigerante, carica, quantità aggiunte e recuperate in kg; date e motivi degli interventi; identificazione del tecnico e dell’impresa e dettagli dei certificati applicabili.
  • Interventi successivi: controlli delle perdite, riparazioni, prove del sistema di rilevamento e misure di recupero/smaltimento durante lo smantellamento.
  • Refrigerante riutilizzato: registrare se è riciclato o rigenerato, la quantità, il nome dell’impianto di trattamento e il suo indirizzo nell’UE, nonché il numero di certificato, ove applicabile.

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